lunedì 28 luglio 2008

Mario Schifano, Galleria Nazionale d'arte moderna, 11 giugno - 28 settembre, 2008


Sabato 26 luglio sono andato insieme ad alcuni amici a vedere la mostra su Mario Schifano all'interno della galleria Nazionale d'arte moderna.
Chi è Mario Schifano? Sono andato in rete alla ricerca di qualcosa in più rispetto a quello che ho letto alla mostra e vorrei farvi leggere questo testo tratto dalla rivista ARTE del 1996, l'ho trovato molto interessante per capire meglio la vita e il pensiero di questo grande artista.

Nato ad Homs, in Libia, nel 1934 da un "onesto impiegato al ministero della pubblica istruzione", Schifano, tornato a Roma con la famiglia, aveva abbandonato la scuola fin da piccolo. "Ho fatto solo la terza elementare", ha sempre dichiarato, con un misto di orgoglio e di malinconia ("Era una forma di masochismo volontario", ha spiegato una volta. "Ma era una necessità: dovevo strappare il cordone ombelicale con la famiglia"). Poi, verso i vent'anni, dopo il servizio militare, cominciò a lavorare con il padre, nel museo etrusco di Valle Giulia. Fu lì che ebbe "la prima sollecitudine verso le cose esterne che mi piacevano: i paletti. Quelli bianchi e neri che i geometri mettono per terra per poi fare i rilevamenti topografici. Verniciavano i paletti, bianco e nero, bianco e nero. Questo mi aveva stimolato... Come all'esterno: semafori, cartelloni che vedevo quando con Tano Festa camminavamo parlando, nel paesaggio urbano".

I primi quadri di Schifano furono i celebri monocromi gialli (che molti critici interpretarono come esempi di neodadaismo sull'onda del new dada americano). Ma presto i quadri si cominciarono a riempire di segni tratti dal paesaggio urbano: cartelloni, scritte pubblicitarie, immagini-simbolo, come quella della Coca.Cola , che si allacciavano alla cultura pop. Il pittore, però, ha sempre rifiutato qualsiasi apparentamento troppo stretto con la pop art: "Ho fatto i miei lavori contemporaneamente, e non successivamente, alla pop art. La pop art la facevano loro e la imponevano, quasi come un fatto politico". Il successo arrivò presto e con il successo anche il denaro. "Nel '62", raccontò, "andai a New York inviato ad una mostra organizzata da Sidney Janes. La mostra si chiamava The new realist show. C'erano tutti: Rauschenberg, Oldenburg, Jasper Johns. Entrai così in un circolo che era anche un circolo d'affari. La società mi rincorreva, e la trappola fu il denaro".

Schifano ha sempre avuto un rapporto ambivalente con il denaro: da una parte l'ha cercato, l'ha usato e ne ha goduto all'eccesso. Dall'altra ha sempre rifuggito il rapporto di sudditanza che il denaro può creare all'artista, sperperandolo a valanghe; e anche finanziando, nei primi anni Settanta, gruppi della sinistra extraparlamentare ("Do denaro a questi ragazzi", diceva. "D'altra parte perché no? Lo guadagno con brutale facilità"). E' questo il doppio volto di Schifano, quello che ne fa in tutto e per tutto un artista maledetto, difficile, controverso, amato e conosciuto da tutti, e nello stesso tempo spesso malvisto e denigrato. Di questo doppio volto fanno parte i numerosi arresti per droga ("Ormai era diventato un gioco", racconta: "Ogni volta che qualche ufficiale della Finanza o della polizia voleva fare carriera, veniva da me e mi arrestava"), ma anche le polemiche fatte in passato sui suoi quadri "dati via per niente" (mentre lui si schermiva: "Non posso darli al prezzo a cui li vendono i mercanti, non me la sento"). Sono le contraddizioni, gli sbalzi caratteriali e le mille facce dell'artista che Goffredo Parise, nel '65, definì "Un piccolo puma di cui non si sospetta la muscolatura e lo scatto".

Premesso che l'arte è molto personale, ho trovato bellissime le tele grandi ad acrilico (molto colorate e ricche di vita) e brutte le tele monocromatiche o con segni schematici (primi anni 60), ho notato l'influenza della popart di Warhol, anche se come dice Schifano a fatto i suoi lavori contemporanei alla popart. Consiglio a tutti anche quelli come me che non conoscevano Schifano di andare a visitare la mostra e già che siete tutta la galleria.

Inserisco alcune immagini famose di Schifano come il logo della Coca Cola o Esso e altre che si trovano alla mostra.


4 commenti:

Vincenzo ha detto...

Che dire in piu' di quanto detto da Andrea... La mostra su Schifano puo' piacere o meno, come tutta l'arte contemporanea l'interpretazione puo' spesso essere molto controversa. A me complessivamente l'opera di Schifano non ha suscitato grande entusiasmo quanto invece la personalita' dell'artista. Paradossalmente ho trovato piu' interessante la biografia e la parte fotografica dedicata alla persona di Mario Schifano piuttosto che non la sua produzione. Meriterebbe qualche parola in piu' la GANM che e' una struttura bellissima e che contiene una mostra sull'Ottocento da visitare! Questa parte l'ho trovata davvero piena di opere stupende!!!

Finello ha detto...

La struttura della galleria è talmente bella che quando sei arrivato non hai capito quale palazzo fosse ahhahah!!!! Grande Vì il più attivo del Finello's Blog

Vincenzo ha detto...

be' anche l'accademia di romania non era male....
;-)

Finello ha detto...

Anche stringhe su pelle!!!